RISPOSTA A PIETRO FAZZI
In politica come nello sport esiste la responsabilità oggettiva. Se è vero, come scrive Fazzi sulla Nazione del 26-5, che i consiglieri regionali appartenenti ai partiti della maggioranza che allora lo sosteneva nel 2002 votarono con la sinistra una legge che prevedeva la vendita di Campo di Marte, egli come sindaco non poteva non esserne informato e, se è vero che egli era contrario alla vendita, come prima autorità amministrativa dell’Unità Sanitaria Locale, avrebbe dovuto opporsi fermamente e contestare pubblicamente la legge. Cosa che non ha fatto. Farlo oggi che non è più sindaco non ha alcun valore, e non è corretto cercare di addossare agli altri decisioni che oggi risultano impopolari e di cui si ha la corresponsabilità oggettiva.
Se invece Fazzi era d’accordo sulla vendita di Campo di Marte allo scopo di ricavare i fondi per costruire il nuovo ospedale, e oggi ha cambiato opinione, questo ci fa piacere, perchè i ravvedimenti, anche se tardivi, sono sempre da apprezzare. In questo caso però Fazzi avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere sugli errori del passato (e chi non ne fa?), e cercare di coalizzare le forze con quei movimenti politici locali che lottano per la revisione dell’Accordo di Programma (da lui firmato come sindaco) che stabilisce che 23 milioni di € per la costruzione del nuovo ospedale devono venire dalla dismissione di Campo di Marte.
Raffaello Papeschi,
Comitato “Lucca, per una Sanità Migliore”