PRESENTAZIONE COMITATO

 
    Espongo in breve la storia e la natura del nostro comitato, affinchè non crediate che quelle domande che vi abbiamo sottoposto siano idee personali del sottoscritto o di un piccolo gruppo di “dissidenti” o ancora l’espressione del malcontento di un paese che non vuole il nuovo ospedale perchè disturba l’assetto del proprio territorio e interessi privati. Le domande che vi sottoponiamo sono il frutto di un lavoro di gruppo, a cui hanno contribuito medici, esponenti di partiti politici di destra, centro e sinistra, e cittadini qualunque. Il comitato è nato alla fine del 2005, quando la decisione di costruire il nuovo ospedale a S. Filippo apparve irrimediabilmente presa. Il comitato non ha però perseguito soltanto le proprie idee, ma ha intervistato qualcosa come 2000 persone, ponendo dei tavoli in città e nell’immediata periferia, nelle strade, piazze e davanti alle chiese. Su circa 2000 persone abbiamo raccolto più di 1500 adesioni alle finalità e scopi del comitato, per cui possiamo affermare che su un campione abbastanza rappresentativo di cittadini lucchesi presi a caso almeno il 75% concorda con le nostre idee. Si potrebero aggiungere anche altre 1000 adesioni raccolte dal comitato di S. Filippo, che però, essendo prevalentemente centrate sul tema della viabilità relativa all’ospedale, noi non consideriamo. Crediamo quindi di essere portatori di idee che sono prevalenti nella cittadinanza lucchese, e di poter apportare quel contributo di partecipazione alle decisioni importanti da parte della gente comune che è mancato alla passata Amministrazione. Ma nell’elaborazione delle nostre idee ci siamo anche periodicamente confrontati con molti colleghi medici e paramedici, responsabili degli ordini professionali, sindacati (nelle persone di Rosi e Rogai della CGIL, Casciani e Garbini della UIL, e Bolognini della CISL) e scuole (liceo pedagogico).
   
    Le obbiezioni che ci sono state rivolte più frequentemente, sia da parte di medici che di esponenti politico-sindacali e cittadini, sono state tre: 1) “sono favorevole alla costruzione di un nuovo ospedale a Lucca, perchè questa è un’opportunità unica per rimanere al passo con l’evoluzione tecnologica della sanità”; 2) “sono favorevole alla costruzione di un nuovo ospedale, perchè altrimenti si perde il finanziamento dello Stato”; 3) “sono contrario alla costruzione di un nuovo ospedale che reputo uno spreco di denaro pubblico, ma penso che lo faranno lo stesso perchè il cittadino non conta nulla e hanno già deciso così”.
 
    Le nostre risposte, a volte convincenti altre no, sono state sempre queste:
    1) non siamo assolutamente contrari al progresso tecnologico, ben venga, tutti noi usiamo la macchina, il computer e il cellulare, ma il principio cardine dell’ergonomia è che lo sviluppo tecnologico deve essere compatibile con l’ecologia dell’ambiente e della persona umana. Purtroppo negli ultimi cinquant’anni questo principio è stato sempre più disatteso, sia nella società in generale che in particolare nell’insegnamento e nella pratica della medicina. Di questo è responsabile soprattutto l’ Università che ha giustamente preparato i giovani medici a usare i nuovi strumenti diagnostici e terapeutici, ma ha spesso tralasciato di insegnare che il paziente è prima di tutto una persona e poi un organo malato. Le conseguenze sono evidenti: una notevole parte del deficit della ASL di Lucca è dovuto all’eccessivo ricorso a esami stumentali ingiustificati e a prescrizioni farmacologiche esagerate. Ci si dimentica quello che i nostri vecchi medici sapevano, che prima che le medicine è il medico che cura il paziente. Per queste ragioni pensiamo che come si cura l’ammalato conta più di dove lo si cura. Di conseguenza pensiamo anche che il primo passo per risanare la sanità lucchese sia quello di far funzionare meglio l’esistente, sia dal punto di vista della competenza professionale carente in alcuni settori, che di quello quantitativo della mancanza di personale che crea i lunghi tempi di attesa e la necessità di ricorrere a prestazioni a pagamento, sia infine con il correggere lo squilibrio nella spesa sanitaria e nelle strutture esistenti a favore della Valle rispetto alla Piana. Dopo di che si potrà pensare anche a rinnovare le attuali strutture ospedaliere di Lucca, a condizioni però che siano dignitose per la nostra città e non vergognosamente riduttive come quelle che la Regione Toscana ci vuole imporre.
 
    2) Ci sembra tipico di una mentalità qualunquista il principio che i soldi dello Stato debbano essere arraffati comunque, altrimenti qualcun altro li prende. Queste idee sono la misura della mancanza di cultura della comunità che sono il portato storico di un’Italia divisa in tanti comuni e principati o granducati, e di sfiducia verso il governo della cosa pubblica in genere, che sono ancora molto diffusi non solo nella nostra città e in Toscana, ma in misura ancora maggiore nel sud dell’Italia. Purtroppo si deve anche dire che assai spesso questa sfiducia è giustificata, ma questo non ci sembra una motivazione valida per contribuire allo spreco di denaro pubblico.
 
    3) La terza obbiezione è pure il frutto della mancanza di fiducia nelle istituzioni, che purtroppo spesso sono gestite in funzione di interessi politici e personali da parte di gruppi di potere. Chiaramente, senza ingenuità, dietro ogni amministratore o politico ci stanno gli interessi di vari gruppi, che nella Piana e nella Valle sono notoriamente delineati. Tutto ciò fa parte naturale del gioco, tuttavia l’importante sarebbe di non arrivare a escludere il cittadino qualunque dalla gestione della cosa pubblica e di prestare orecchio a quelle che sono le opinioni del senso comune, anche se non sempre questo è lo stessa cosa che il buon senso.
 
    Ci auguriamo perciò che il nuovo sindaco tenga conto di queste osservazioni, e contribuisca a correggere le molte disfunzioni e carenze del nostro sistema sanitario.
 
Raffaello Papeschi
Comitato “Lucca, per una Sanità Migliore”

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