OSPEDALE DI COMUNITA’

Bollettino Ufficiale della Regione Toscana
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<!–## < % tag dentro tag test –>Consiglio Regionale – Deliberazioni n 000384 del 25/11/1997 (Boll. n 1 del 07/01/1998 , parte Seconda , SEZIONE II )
Sperimentazione nuovi modelli organizzativi. Linee di indirizzo alle Aziende Sanitarie.
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Allegato 1
OSPEDALE DI COMUNITA’
BISOGNI
Se ne prevede l’uso per:

- pazienti oncologici anche per trattamenti palliativi;
- altri  pazienti  terminali  (non  affetti  da  immunodeficienza
  acquisita)
- pazienti  neurologici che  non necessitano  di ausilii  per  il
  mantenimento delle funzioni vitali
- pazienti  con temporanea non autosufficienza che abbisognano di
  assistenza integrata.

Puo’ essere utilizzata in alternativa dell’assistenza domiciliare
integrata, sia  la’ dove questa non e’ stata organizzata, sia nei
casi in  cui  non  esiste  una  famiglia  dell’utente  che  possa
comunque supportarlo,  sia nei casi in cui si rende necessario un
intervento piu’ continuativo troppo oneroso per la famiglia o per
l’azienda.

Nella  fase   di  sperimentazione  si  ritiene  che  l’uso  della
struttura debba  essere riservato  ai  soli  cittadini  residenti
nell’azienda sanitaria  dove la  struttura e’  ubicata; di  norma
comunque la  struttura e’ a servizio dei residenti della zona per
mantenere un rapporto con la famiglia ed i servizi territoriali.

UBICAZIONE
Al di  fuori del  presidio ospedaliero.  All’interno di  presidio
polifunzionale con  una delimitazione  chiara degli spazi usati e
accessi  autonomi.   Anche  struttura   separata   se   collegata
funzionalmente con ospedale o centro polifunzionale.

Per i  pazienti oncologici  e per  gli altri  pazienti  terminali
possono essere  individuati spazi  autonomi a  seconda del numero
dei casi presenti nel territorio (diversita’ tra citta’ con forte
presenza di  popolazione e  territori a  bassa densita’  e grande
estensione).

CARATTERISTICHE STRUTTURALI
12/16 posti  letto in camera a due letti con bagno, un soggiorno,
una sala pranzo; locali di incontro per il personale.

RESPONSABILITA’
La   responsabilita’   complessiva   della   struttura   (igiene,
organizzazione fornitura  di strumenti  e presidi,  gestione)  fa
capo al responsabile della area funzionale attivita’ sanitaria di
comunita’; il  diretto responsabile  puo’ essere  il coordinatore
del distretto sociosanitario dove e’ ubicata la struttura.

La responsabilita’  del singolo  paziente e’ del medico che ne ha
richiesto l’ingresso.

Il personale  infermieristico risponde  al curante della corretta
somministrazione dei farmaci e della cura alla persona.

PERSONALE
Sono presenti  personale infermieristico  ed ausiliario a seconda
della quantita’  e della  tipologia degli  utenti.  Il  personale
infermieristico che risponde funzionalmente al curante, in merito
al  percorso   terapeutico,  sara’  coordinato  dal  responsabile
dell’u.o assistenza  infermieristica territoriale;  il  personale
infermieristico fara’ comunque parte del circuito dell’assistenza
territoriale, all’interno  del quale  operera’ secondo criteri di
mobilita’ in  funzione anche  dei soggetti  via via  seguiti  sia
all’interno della struttura che del territorio.

Viene  assicurato   all’interno   l’apporto   giornaliero   della
riabilitazione e  di  consulenze  specialistiche  apposite  (vedi
consulenza dietetica per nutrizione parenterale).

La tipologia  di utenti determinera’ la necessita’ della presenza
di specifiche  professionalita’: malati  oncologici richiederanno
la presenza  di personale appartenente al nucleo operativo per le
cure palliative;  malati neurologici  la presenza di personale di
neurologia e  rianimazione. Il medico che ha richiesto l’ingresso
assicura gli  accessi programmati all’atto del ricovero, comunque
non inferiori a due settimanali.

Gli  orari  del  personale  e  le  loro  presenze  devono  essere
flessibili e  commisurate alle  presenze effettive degli utenti e
alle loro esigenze di assistenza.

PRESTAZIONI
Vengono assicurate  in loco  prelievo sangue, elettrocardiogramma
ed altri  esami diagnostici e supporti terapeutici di non elevata
complessita’   tecnologica    servendosi   del    personale   del
poliambulatorio territoriale od ospedaliero di riferimento.

E’ ugualmente previsto un sostegno psicologico per il paziente ed
i suoi familiari.

L’assistenza  sociale   distrettuale   fornira’   la   consulenza
necessaria per  attivare le  provvidenze possibili  da parte  dei
vari enti in relazione ai bisogni del paziente.

DISTRIBUZIONE FARMACI O ALTRO MATERIALE SANITARIO
Il medico  curante utilizza,  per la prescrizione, le procedure e
la modulistica  prevista per la degenza ospedaliera; la fornitura
dei  farmaci,   dell’occorrente  per  la  nutrizione  parenterale
avverra’  con   le  stesse   procedure  previste  per  i  reparti
ospedalieri;  le   richieste  di  altro  materiale  d’uso  verra’
sottoposto  all’autorizzazione   del  medico  responsabile  della
struttura.

Deve  essere   costituito   l’armadio   farmaceutico   sotto   la
responsabilita’  della  farmaceutica  territoriale;  la  gestione
degli  stupefacenti,   dalla  1   alla  4  tabella,  puo’  essere
effettuata secondo  le norme  d’uso previste dal DPR 309/90 e dal
decreto del Ministero della Sanita’ del 15/2/96.

La  somministrazione   e  la  distribuzione  dei  farmaci  e  del
materiale   sanitario   saranno   coordinate   dal   responsabile
infermieristico.

La struttura e’ centro di costo a se stante.

PROCEDURE
L’ammissione viene effettuata dal responsabile della struttura su
richiesta del medico di medicina generale.

Alla richiesta  e’ allegato  documento contenente  l’acquisizione
del  consenso   informato  da   parte  del  paziente  su  modello
approntato  dalla   Regione  sentito  il  Comitato  Regionale  di
Bioetica.

La  richiesta   e’  corredata  da  scheda  clinica  del  paziente
contenente gli  aspetti anamnestici  e la  proposta di  piano  di
trattamento  individuale  inclusivo  degli  apporti  delle  varie
discipline sanitarie  e della  durata presumibile  del periodo di
erogazione dell’assistenza presso la struttura.

Il medico  responsabile della  struttura valuta insieme al medico
generale i  bisogni assistenziali  del caso  e le possibilita’ di
dare risposta  alle richieste  presentate e  dispone l’ammissione
nel piu’  breve tempo  possibile; organizza  con il  responsabile
infermieristico gli  interventi ed  il numero  di accessi  per le
diverse figure professionali concordati con il medico di medicina
generale.

Tale piano  viene portato  a conoscenza  del paziente  che prende
atto e  da’ il  suo consenso  anche in  relazione alla durata del
ricovero utilizzando il modulo gia’ citato.

Le prenotazioni di attivita’ specialistica e diagnostica attivate
su richiesta  del curante  hanno priorita’  assistenziale e vanno
assimilate, sia come urgenza che come modulistica, alle attivita’
per  ricoverati  in  ospedale;  il  responsabile  infermieristico
provvedera’ a definire il calendario degli interventi programmati
rivolgendosi anche alle varie unita’ ospedaliere di riferimento.

La conclusione  del ciclo  di cura  dovra’ essere  attestata  dal
medico curante.

La scheda  clinica di  ogni paziente  avra’ un numero progressivo
relativo all’anno  di ricovero; fara’ riferimento per la diagnosi
ai codici  ICD 9;  dopo le dimissioni del paziente, al quale deve
essere consegnata  relazione clinica,  sara’ inviata all’archivio
generale dell’azienda per gli stessi fini delle cartelle cliniche
ospedaliere.

PERMANENZA NELLA STRUTTURA
All’ammissione vengono  determinati limiti  temporali per ciascun
paziente, comunque rivedibili su proposta del medico curante. Per
i pazienti  con affezioni  respiratorie la  degenza  e’  comunque
inferiore ai  trenta giorni  e non  puo’ assumere il carattere di
lungodegenza ne  di ricovero  in Rsa;  puo’ esserci necessita’ di
rapporto con  i servizi  di assistenza sociale per un inserimento
successivo in Rsa.

LIVELLO DI GARANZIA
Le emergenze sanitarie che dovessero insorgere saranno assicurate
dalla guardia  medica territoriale  e dai  servizi di  emergenza-
urgenza territoriale.

GESTIONE
Le prestazioni  sanitarie ed alberghiere sono svolge direttamente
dalla unita’ sanitaria:

-  con  proprio  personale  per  l’erogazione  delle  prestazioni
  sanitarie;

- con  proprio personale,  con personale  convenzionato,  con  il
  ricorso ad  appalti per quanto riguarda la gestione alberghiera
  (appalti a cooperative per pulizie, vitto ecc.).

Il personale dipendente svolge compiti di istituto e non opera in
regime libero professionale.

Per  le   prestazioni  alberghiere   puo’  essere  richiesta  una
compartecipazione alle spese.

RAPPORTO CON L’ESTERNO
La struttura e’ punto di incontro di medici di medicina generale,
di attivita’  sanitarie di  comunita’ e,  se del  caso, di medici
ospedalieri. E’  aperta al  rapporto con i familiari dell’utente,
con orari  flessibili ed  il piu’  possibile adeguati  alle  loro
esigenze.  Ha  rapporti  con  il  volontariato,  sia  di  singoli
individui che  di associazioni,  su programmi  concordati  e  con
personale preparato e che si impegni per tempi determinati.

QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE
Il personale  infermieristico, riabilitativo,  medico (medici  di
famiglia, e  delle attivita’  sanitarie di  comunita’ e,  se  del
caso, dei  reparti  ospedalieri  maggiormente  interessati)  deve
essere preparato  per svolgere correttamente la propria funzione.
Per il  personale volontario  e’ necessario  prevedere  corsi  di
formazione appositi.

Per il  personale infermieristico  ed ausiliario  va prevista una
permanenza non  troppo prolungata  nella struttura (due/tre anni)
con un’alternanza nell’assistenza domiciliare.

giornata; i  referti saranno  invece conservati
all’interno della  cartella clinica,  se si tratta di prestazioni
specialistiche richieste per un ricovero.

Devono  essere   predisposte  linee  guida  per  l’erogazione  di
prestazioni multidisciplinari.

APERTURA
La struttura  ha orario  giornaliero dalle ore 7/7,30 del mattino
fino alle 19 del pomeriggio.

GESTIONE
Le prestazioni  sanitarie sono  soggette  al  normale  regime  di
tickets; gli esami correlati al ricovero programmato sono percio’
esenti dal  ticketes in  quanto remunerati gia’ dalla tariffa del
ricovero.

La fornitura  del vitto  e’ a  pagamento e  come gia’  detto puo’
essere data in appalto all’esterno.

I costi  del personale  aggiuntivo sono  attribuiti al  centro di
costo comune di poliambulatorio.

OSPEDALIZZAZIONE DOMICILIARE
BISOGNI
Pazienti da  ospedalizzare, ma per i quali l’ambiente ospedaliero
induce effetti troppo negativi.

In particolare  le tipologie  di pazienti  per  i  quali  risulta
opportuna sono:

- malati anziani con riacutizzazioni di patologie croniche;
- malati per patologia oncologica o altre gravi affezioni;
- malati  con grave compromissione generale per patologie di tipo
  evolutivo che  richiedono ricoveri  ospedalieri  periodici  per
  controlli e trattamenti speciali.

CARATTERISTICHE DEL NUCLEO FAMILIARE
Possibilita’ di  presenza di  una o  piu’ persone  della  cerchia
familiare capaci  di gestire il malato (colloquiare con i medici,
effettuare iniezioni sottocutane, tenuta farmaci ecc.); esistenza
di condizioni igienico sanitarie abitative idonee.

TIPOLOGIA DI PRESTAZIONI
- Visite mediche
- Effettuazioni esami diagnostici semplici
- Somministrazione     di  terapie  (chemioterapie,  trasfusioni,
  antidolorifici, antibiotici, ecc.)
- Medicazioni e manutenzione cateteri
- Fornitura     materiale  sanitario,  presidi  sanitari  vari  e
  attrezzature necessarie  (letto di  tipo ospedaliero, materasso
  antidecubito, sedia a rotelle, ecc.)
- Assistenza infermieristica
- Assistenza riabilitativa
- Assistenza sociale

RESPONSABILITA’
La responsabilita’  e’ del  primario dell’UO  ospedaliera che  ha
attivata  tale   forma  di   assistenza  o  di  un  altro  medico
ospedaliero, incaricato dal primario di seguire il caso clinico a
domicilio.

PERSONALE
Il medico  responsabile deve assicurare, le presenze programmate;
e’ da  prevedersi un’assistenza  infermieristica giornaliera  con
due ore di presenza a domicilio distribuita secondo le necessita’
nelle ventiquattro  ore;  consulenze  specialistiche  specifiche,
un’attivita’  riabilitativa   di   mantenimento.   Il   personale
infermieristico viene assicurato da parte dell’UO infermieristica
ospedaliera che ha disposto il ricovero.

L’assistenza  sociale   distrettuale   fornira’   la   consulenza
necessaria per  attivare le  provvidenze possibili  da parte  dei
vari enti  in relazione ai bisogni del paziente e della famiglia.
Compito specifico  sara’ l’attivazione  di una  rete di relazioni
sociali anche  con l’apporto del volontariato locale organizzato.
A seconda  dei casi  puo’ essere previsto un supporto psicologico
alla famiglia.

Il  personale   svolge  la  propria  attivita’  come  compito  di
istituto.

PROCEDURE
Il  medico  ospedaliero  propone  al  paziente  ed  ai  familiari
l’ospedalizzazione domiciliare, dopo:

- aver  predisposto  il  piano  di  trattamento  nel  quale  sono
  individuati gli  interventi e le figure professionali coinvolte
  (interventi  specialistici,  tipologia  dei  controlli  clinici
  programmati, necessita’ di prestazioni infermieristiche, ecc.);

- avere  ottenuto dai  responsabili delle  uu.oo. e  dei  servizi
  interessati la  disponibilita’  ad  effettuare  gli  interventi
  previsti; se non e’ possibile attivare l’UO infermieristica del
  territorio,  le  prestazioni  infermieristiche  possono  essere
  effettuate al  completo dallo  stesso personale  del reparto di
  riferimento.

Il malato o la famiglia fa richiesta di accedere a tale servizio.
La scheda nosologica viene adeguatamene compilata.

Presso il domicilio del paziente viene attivata apposita cartella
clinica dove tutti gli operatori registrano il tipo di intervento
effettuato e  le rilevazioni  sullo stato di salute del paziente;
alcune  rilevazioni   possono  essere   registrate  dal  paziente
medesimo o  dai suoi  familiari, se  appositamente istruiti; tali
documenti  confluiscono  alla  fine  del  ricovero  nell’archivio
dell’ospedale.

Il medico  ospedaliero, con  il  responsabile  del  distretto  di
riferimento, comunicano  al medico di medicina generale il regime
di cura  dell’utente affinche’  il medico  di  medicina  generale
possa garantire  il proprio  accesso al  domicilio del  medesimo,
cosi’ come  previsto  dall’accordo  collettivo  per  la  medicina
generale durante i periodi di ricovero (art. 35 DPR 484/96).

LIVELLI DI GARANZIA
Le emergenze/urgenze  sono assicurate dall’emergenza territoriale
in rapporto all’ospedale di riferimento.

FARMACI ED ALTRO MATERIALE SANITARIO
La  fornitura  di  farmaci,  di  tutti  i  presidi  nutrizionali,
sanitari e  farmacologici e  di eventuale  strumentazione  potra’
avvenire  con   le  stesse  procedure  previste  per  il  reparto
ospedaliero su prescrizione del medico responsabile.

QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE
Il personale  infermieristico, riabilitativo,  medico (medici dei
vari  reparti   ospedalieri  e   delle  attivita’   sanitarie  di
comunita’) deve  essere preparato  per svolgere  correttamente la
propria funzione.  Sia per  i familiari  che per  il volontariato
devono  essere   organizzati  momenti   formativi  specifici   di
educazione sanitaria  e, a  seconda della  gravita’ del paziente,
anche di gestione del medesimo.

GESTIONE
L’ospedalizzazione  domiciliare  e’  effettuata  dall’ospedale  e
corrisponde in  tutto ad  un ricovero  ospedaliero; il  centro di
costo  a   cui  addebitare   sia  il   personale  (anche   quello
infermieristico territoriale)  sia i beni e servizi e quant’altro
e’  ritenuto  necessario,  e’  il  reparto  che  ha  disposto  il
ricovero. In  caso di  ospedalizzazione domiciliare effettuata da
un’azienda per  un’altra dovra’  essere indicato per una corretta
valorizzazione  del  DRG,  che  da’  poi  luogo  a  compensazione
finanziaria fra  le aziende  medesime, di  chi ha sostenuto nella
realta’ i vari costi.
   
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