TESTO DELL’INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL COMITATO “LUCCA PER UNA SANITA’ MIGLIORE”
Ringrazio il Consiglio Comunale che ci dà la possibilità di esporre le nostre considerazioni in merito al problema della costruzione del nuovo Ospedale. Il nostro comitato, che in questa sede è affiancato anche da quelli che sono sorti a Massa Carrara e Pistoia per problemi analoghi al nostro, e che sono presenti in aula, fa due ordini di osservazione, sul metodo e sul merito.
Quanto al metodo seguito dalle Amministrazioni della Regione Toscana e dai rispettivi Comuni delle quattro città interessate nel progetto “Accordo di Programma” facciamo rilevare la totale assenza di consultazione della cittadinanza, delle sue associazioni e istituzioni professionali in un tema di tale importanza che comporterà un riassetto totale dell’assistenza sanitaria per un considerevole periodo di tempo. L’opinione pubblica avrebbe dovuto essere informata, pubblicizzando al massimo le finalità e modalità attuative del progetto; le associazioni, sia sindacali che ambientaliste, avrebbero dovuto essere interpellate per considerare l’impatto sull’organizzazione del lavoro e sull’ambiente; gli organismi professionali, Ordine dei Medici e degli Infermieri, avrebbero dovuto essere contattate per valutare le conseguenze di tale radicale cambiamento sul livello di assistenza e di professionalità del servizio sanitario. Nulla di tutto questo è stato fatto, non solo a Lucca, del cui progetto discutiamo oggi, ma nemmeno nelle altre sedi. Le decisioni sono state prese soltanto a livello politico e amministrativo; è stato quindi necessario che i cittadini delle tre città si costituissero autonomamente in comitato, per apportare quel minimo di concertazione che in una società che si definisce democratica avrebbe dovuto essere presente fino dall’inizio.
Nel merito dell’Accordo di Programma fra la Regione Toscana e Lucca facciamo rilevare i riflessi negativi che esso potrebbe avere sulla nostra assistenza sanitaria. In primo luogo il programma di Area Vasta della Regione Toscana, anche se comprensibile da un punto di vista dell’economicità del servizio, è quanto meno ambiguo e potenzialmente punitivo nei confronti delle città minori rispetto a quelle sede di Università. Le prime vengono declassate da sede di Ospedali Generali Provinciali a un ruolo subordinato, una specie di Pronto Soccorso satellite della città Universitaria, e con competenza di ricovero quasi esclusivamente per la brevissima degenza. I comitati delle tre città Massa, Pistoia e Lucca chiedono quindi esplicite garanzie dalla Regione Toscana perchè venga mantenuto un adeguato livello di professionalità sanitaria, nonché su cosa si intende fare per l’assistenza alla medio e lungo-degenza. L’organizzazione degli Ospedali di Comunità, di Residenza Sanitarie Assistite e la rete del servizio di assistenza territoriale debbono essere messe in atto prima e non dopo la dismissione delle strutture ospedaliere per cronici, onde non debba ripetersi per la medicina generale ciò che è accaduto e accade tuttora per la psichiatria dopo la legge 180.
Venendo poi al problema specifico dell’ubicazione dei nuovi ospedali, faccio notare che la situazione presenta preoccupanti analogie nelle tre città i cui comitati sono presenti in aula. Nel caso di Lucca, la scelta di costruire l’ospedale a S. Filippo con conseguente abbandono di gran parte dell’attuale presidio di Campo di Marte, è assolutamente inidonea e irrazionale. E’ inidonea perché l’area prescelta è appena sufficiente alla costruzione del monoblocco, con gravi problemi per l’atterraggio di elicotteri di soccorso, scarsa possibilità di prevedere un parco-giardino all’intorno, senza possibilità di un futuro eventuale ingrandimento, ed è situata in una zona che nel Piano Strutturale, tuttora vigente e non modificato da alcuna variante, è prevista rimanere area verde e non di uso sanitario. La scelta di S. Filippo è irrazionale e anti-economica perchè si trova a circa due kilometri dal Campo di Marte dove dovrebbero rimanere l’Ospedale di Comunità e altri servizi sanitari che sono oggi perfettamente funzionanti; rappresenterebbe un grave spreco di denaro pubblico abbandonare per es. l’acceleratore lineare per la terapia dei tumori, che non è ancora stato inaugurato, e la sala di emodinamica nuova e perfettamente funzionante. La cittadinanza non capisce perché la ASL abbia speso tanti soldi negli ultimi anni sul Campo di Marte, se poi queste cose debbono essere buttate. La gestione separata poi dei due presidi di Campo di Marte (Ospedale di Comunità) e S. Filippo (Ospedale per acuti), separati fra l’altro da una viabilità ad alta intensità di traffico, comporterebbe viaggi di pazienti in ambulanza o raddoppio dei servizi di laboratorio, radiologia, ecografia, RNM etc., con conseguenti aumento di costi di gestione e disagi.
Cosa fare oggi? A questo punto la prima fase dell’Accordo di Programma è ormai conclusa e niente può rimettere in discussione la gara di Progetto già espletata. Quello che è possibile fare, a norma dell’art. 12 dell’Accordo, è introdurre una modifica dell’ubicazione del nuovo Ospedale, senza che questo costituisca alcuna revoca dell’Accordo, come invece ventilato dall’assessore regionale Rossi e dal sindaco Fazzi. Ricordo che, a norma della sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, del 10-5-05, non ha rilievo per la validità della gara di progetto l’eventuale mutata localizzazione di uno (o più) ospedale(i) da realizzare, in quanto riconducibile alla possibilità per il committente di introdurre modifiche al progetto. In tal senso parla anche la consulenza richiesta dal consigliere Bruni al prof. Stancanelli di Roma, mentre si fa presente che il parere richiesto dal sindaco allo studio Merusi-Toscano si riferisce all’ipotesi di revoca, e quindi non al nostro caso. La minaccia poi che i singoli consiglieri che votino per una variazione della localizzazione debbano pagare in proprio un’eventuale risarcimento appare secondo noi del tutto destituita di ogni fondamento giuridico.
Il comitato chiede pertanto che la costruzione del monoblocco venga effettuata nell’area di Campo di Marte; in questo modo si faciliterebbero i collegamenti con le strutture rimanenti in funzione. Il rettangolo fra via di S. Vito e via delle Cornacchie e fra il viale interno che costeggia la centrale termica e via Barbantini misura circa 200×165 metri. Se si considera che le dimensioni del monoblocco sono circa 100×130 metri, lo spazio è più che sufficiente. Si tratterebbe di spostare l’obitorio, il magazzino economato-officine, la farmacia e le cucine-mensa Alisea, più alcuni piccoli servizi accessori. Adiacente a quest’area c’è la caserma dei Vigili del Fuoco, che misura circa 120×120 metri; se la caserma, come si dice, dovesse andar via, i servizi sopra menzionati potrebbero essere spostati lì. Ogni altra localizzazione, incluso quella ad Antraccoli o all’ex-Mulino Pardini, anche se più baricentriche per la Piana di Lucca, comporterebbe problemi analoghi a quelli di S. Filippo per quanto concerne la distanza dalle strutture rimanenti al Campo di Marte. L’area di Campo di Marte che non dovesse rimanere a destinazione sanitaria potrebbe utilmente essere impiegata per trasferirvi il Centro Direzionale e la Scuola Infermieri, entrambe attualmente in località decentrata e in locali di cui la ASL paga l’affitto, nonché i presidi per la riabilitazione di S. Leonardo e Barga ancora più lontani dalla città, e eventualmente anche il Distretto socio-sanitario di Lucca città.
Il comitato invita quindi la Regione Toscana perché vigili affinché l’occasione della costruzione del nuovo Ospedale non si trasformi in una speculazione edilizia mirata al Campo di Marte, come preannunciato alcuni giorni fa dalla stampa in articoli che esponevano il proposito di trasformare quest’area in una “City” con edilizia privata e esercizi commerciali. Rivolgiamo infine un appello al buon senso di tutti voi amministratori locali perché vi rendiate conto dei pericoli che decisioni affrettate, prese senza tener conto della realtà dei fatti e dell’opinione pubblica o per interesse di parte, possono comportare per il futuro della nostra città.
May 2, 2010 at 5:18 pm |
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May 3, 2010 at 2:45 pm |
Grazie per l’apprezzamento, vedremo se è possibile fare una pagina anche su Facebook,
Raffaello Papeschi